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Botrugno: arriva Roy Paci

Dopo il grande concerto di Max Gazzè dell’estate scorsa. il Comitato Feste Parrocchiali Religiose di Botrugno ci riprova. E per il prossimo 27 agosto, per la chiusura dei festeggiamenti della festa patronale di Sant’Oronzo (25-26-27 Agosto), proporrà un altro evento da non perdere assolutamente: il concerto di Roy Paci (ingresso gratuito) in Piazza Indipendenza.

Nei tre giorni di festa sarà possibile visitare il Museo Civico di Botrugno sito in un antico frantoio ipogeo in Piazza Armistizio.

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Invito alla lettura de “U Focalire – Frammenti di lingua, di memoria e di identità popolare””

 Lu vitti una, doi, tre sire e poi me disse

guarda ca ieu oiu fazzu amore cu tie.

Lampu moi no putimu dire amore ca si no

se pensane ca nimu curcati.

(U focalire, 2009, p. 52)

Copertina del libro "U focalire"

Copertina del libro "U focalire"

Sino alle generazioni dei nostri padri o dei nostri nonni, in assenza di cucine a gas e di impianti di riscaldamento, u focalire era cucina e calorifero, ma soprattutto luogo di ricomposizione del gruppo familiare e di ritrovo con il vicinato. Nel segno dell’indigenza e del risparmio, durante le lunghe e fredde sere d’inverno, esso riuniva insieme nonni e padri, figli e nipoti, e con loro i vicini di casa, spesso cumpari o nunni; si trasformava in scenario di una piccola comunità di affetti e in teatro dell’oralità, del raccontare e trasmettere fatti, favole e cunti.

Il libro “U Focalire – Frammenti di lingua, di memoria e di identità popolare” è stato realizzato dall’associazione Club ’79 di Botrugno (LE) presieduta dal prof. Luciano Vergari. La pubblicazione è stata curata dal prof. Vito Papa, esperto di tradizioni e storia locale nonché ex dirigente scolastico del Liceo Classico Capece di Maglie (LE). Il volume è il risultato di una ricerca sul campo a cui hanno preso parte Viviana Bello, Antonio Cantoro, Fernando di Bari, Gabriele Manzo, Tonino Marra, Gianluca Palma, Zemira Palma, Marcello Stefanelli, Luciano Vergari e Serena Vergari.

Otto autori, otto interviste che ci conducono in un viaggio per recuperare la magia dell’oralità. Ad essere intervistati, botrugnesi di età compresa tra i 70 e i 90 anni. Interviste interamente in lingua dialettale, che mirano a mantenere viva nel tempo la memoria e l’identità  popolare attraverso il linguaggio, non tralasciando le esperienze di vita vissuta, di storia sociale. Una sorta di bilinguismo in cui il dialetto, lingua da custodire e preservare, la fa da padrone. Continua a leggere

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